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Il castello di
Scandriglia fu fondato probabilmente tra X e XI secolo per iniziativa signorile,
probabilmente dei conti di Rieti i quali nel 1083 lo donarono a Farfa. Sullo
scorcio del secolo XIII il castello fu ceduto in enfiteusi da Farfa a Pietro da
Scandriglia e Gregorio Tosetti da Roma, ai quali fu successivamente confiscato
per essersi ribellati ai monaci e per aver commesso incendi, rapine ed altri
reati da Bonifacio VIII, che nel 1301 concesse in feudo la metà del castello al
vescovo di Tuscolo, Giovanni Boccamazza. Nel 1337 il tentativo di Giacomo
Savelli di estendere il suo dominio su Scandriglia fu vanificato
dall’intervento militare di Giordano Orsini e Enrico Colonna. La signoria di
Farfa su Scandriglia durò fino agli inizi del Quattrocento, quando, nel 1411,
l’antipapa Giovanni XXIII concesse il castello a Francesco Orsini. Nella
seconda metà del secolo XVI, dalla riunione di alcuni territori vicini nacque
lo stato di Montelibretti, composto da Corese Terra, Ponticelli, Scandriglia,
Cerdomare, Macchia e Rocca Soldana, oggi compresi nella provincia di Rieti, e
Montelibretti, Nerola, Monteflavio, Montorio, Montemaggiore, Colle del Pero e
Villa S. Antimo in provincia di Roma. Nel 1565 il cardinale Ranuccio Farnese
rinnovò la concessione in enfiteusi agli Orsini di Scandriglia, Cerdomare,
Macchia e Rocca Soldana, che appartenevano all’abbazia di Farfa. Nel 1639
questi feudi furono devoluti alla camera apostolica a causa dell’estinzione
della linea diretta degli Orsini, mentre gli altri feudi che componevano lo
stato di Montelibretti furono venduti nel 1644 a Taddeo Barberini. (Testo
tratto dall’opuscolo Andar per Olio e per Cultura) |