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La chiesa della Madonna del Rosario
MONTELEONE SABINO (autunno 2001) - Dalla sede del Municipio si può raggiungere la contrada San Nicola con la chiesetta della Madonna del Rosario, che, già presente nel 1474, domina su un piccolo prato rialzato. Nel prato appena citato ci sono delle panchine ed una croce di ferro incastonata in un pezzo di colonna di epoca romana. Sulla croce c’è scritto: “la croce è stata fatta dai deputati il 17/11/1974”. La colonna invece reca la scritta: “missioni imperiali anno 1936”. All’ingresso del piccolo prato, che si trova appunto rialzato rispetto alla sede stradale c’è un cartello con scritto: “Belvedere Madonna del Rosario”. Dal belvedere si può godere di un bellissimo panorama: colline coltivate ad ulivi con sullo sfondo il Terminillo. La chiesa, che ha incastonata nella facciata una pietra di epoca romana (forse un frammento di capitello), è a navata unica con abside semicircolare. Il tetto è a capriate lignee, mentre il pavimento è di mattoni rossi, identici a quelli della duecentesca chiesa di Santa Maria del Colle di Ponticelli e della chiesa di San Martino vicino Poggio Moiano (ambedue antichissime e di stile romanico). La chiesa della Madonna del Rosario, non molto grande ha 4 finestre, 2 per parete. In fondo alla parete sinistra, sopra ad una mensola, nella zona dell’unico altare, c’è una statua del Sacro Cuore. Sulla parete destra, di fronte alla statua del Sacro Cuore c’è un'altra mensola con sopra una statua della Madonna. Sulle pareti destra e sinistra ci sono anche 2 quadri (quest’ultimo più grande), che però non ho potuto vedere da vicino essendo il luogo di culto chiuso. Sopra all’altare vicino al soffitto c’è un Crocifisso, mentre vicino all’altare stesso c’è un bellissimo leggio fatto con un tronco d’albero. L’abside della chiesa è interamente affrescato (anche la semicupola). Sull’abside vi sono dipinti la Madonna col Bambino ed altri Santi. Il luogo di culto è aperto spesso nella stagione estiva (soprattutto ad Agosto). L’edificio religioso prima era dedicato a San Nicola, e come accennato sopra era presente già nel 1474. In quest’anno infatti si ha notizia del numero delle chiese e dei loro Santi titolari nel territorio di Monteleone. Esse sono: S.Vittoria, S. Giovanni, S. Martino de Corte Joannis Martini (l’odierna S. Martino vicino P. Moiano), S. Maria del Colle, S. Onofrio e S. Angelo (unica chiesa), S. Eufemia e S. Nicola de Planellis che deve al Vescovo di Rieti 4 coppe di grano e 4 di spelta. Dalla visita apostolica del Vescovo Osio di Rieti (1560-1561) risulta un dissidio tra il signore del paese Francesco Orsini e la Curia Vescovile di Rieti: il Vescovo contesta il diritto di patronato all’Orsini sulla chiesa parrocchiale e su quella di San Nicola tenuta da Don Giovanni Carnassali di Monteleone su presentazione dello stesso Orsini. Nel 1653 il Monte di Pietà di Monteleone amministra 50 rubbie di grano. In questo periodo si apprende che il Cardinale Aldobrandini, per provisione apostolica, possiede le chiese di S. Vittoria, San Nicola e Sant’Angelo. Nel 1713 il Monte di Pietà amministra 90 rubbie di grano. Pochi anni più tardi il Monte di Pietà viene chiamato Monte Frumentario. In quest’epoca diventa sempre più urgente la costruzione di un cimitero: i morti vengono seppelliti dentro la chiesa parrocchiale; provvisoriamente vengono trasferiti a S. Nicola. Nel 1751 si ordina alla comunità di Monteleone la costruzione del cimitero vicino a San Nicola, e il vescovo dà il permesso di lavorare anche nei giorni festivi. Nel 1826 con Bolla Pontificia di Leone II la chiesa di S. Vittoria viene unita insieme a quella di S. Nicola che da essa dipendeva, al capitolo di Bagnoregio, per risarcire quella Cattedrale delle spogliazioni subite nel periodo francese. TESTO DI ANDREA DEL VESCOVO |