CONCEZIONE
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La chiesa della Madonna della Concezione

 

POGGIO NATIVO (settembre 2002) – Questa piccola chiesa si trova nel centro storico. Per arrivare alla piazzetta con il luogo di culto in questione, bisogna appunto percorrere una lunga via all’interno del centro storico. La chiesina è attaccata al vecchio castello ormai quasi del tutto diruto. E’ scavata nella roccia sopra cui si elevava il palazzo baronale ed è consacrata alla “concezione di Maria Vergine”, oratorio sul quale aveva il giuspatronato la famiglia Berardella; era dotata di una rendita di 25 scudi annui ed era il Capitolo della Basilica Lateranense a conferirne la cappellania, come risulta da antichissime memorie. Infatti in alto vicino alla campana c’è una lapide con lo stemma del Vaticano, seguito dalla scritta S.S.  LATERANENSIS ECHLESIE OMNIVM VRBIS ET ORBIS ECHLESIARVM MATER ET CAPUT. Oltre al Piazza (La gerarchia cardinalizia, Roma, 1703) riferiscono su tale chiesetta parecchi manoscritti conservati nell’archivio Borghese. Dagli abitanti locali è chiamata “cappelletta di Sant’Antonio”, “oratorio di Sant’Antonio” o più semplicemente “l’oratorio”. La chiesa è a navata unica. Nella parete dell’altare ci sono 3 nicchie, in quella centrale c’è una statua della Madonna. Sopra all’unico altare c’è un carte gloria. Nella chiesa ci sono anche 2 leggii che danno l’impressione di essere abbastanza antichi. Anche la cassapanca che si trova dentro la chiesa mostra molti anni. Il luogo di culto si trova accanto al museo di arte moderna. Di fronte alla piccola chiesa c’è anche un bel palazzo antico in passato sede di un asilo infantile. Ogni tanto nel luogo di culto vi si celebra una Messa, ad esempio nel periodo di Pasqua quando ci si posano le palme da benedire. Negli “Acta” del Corsini si legge: chiesa della Madonna della Concezione. La chiesa risalente al XVII secolo (forse la sua edificazione è del 1538) ha un solo altare con una piccola scultura in stucco della Madonna. Negli atti dell’Odescalchi è invece citata una “chiesa della SS. Concezione”. TESTO E FOTO DI ANDREA DEL VESCOVO