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Il
canestro viene preparato ogni anno in occasione della festa di San Pietro in
Vincoli, Patrono che si festeggia nel mese di agosto. Il rito, risalente ai
primi del 1600, si è ispirato all’uso che le donne sabine facevano del
canestro tenendolo sulla testa su una sparra (fazzoletto di stoffa arrotolato)
ove trasportavano frutta, verdura, pane o il pranzo per i mariti o per gli
operai che lavoravano nei campi. Le donne di Frasso hanno voluto onorare
l’Apostolo San Pietro immaginando di portargli il cibo in carcere con il
canestro. Questo enorme canestro, di forma ovoidale (simbolo di fecondità) alto
m. 1,65 e di 25 kg. di peso, viene portato in testa a turno dalle ragazze che
-vestite in costume sabino- sfilano per le vie del paese avendo infilato nelle
braccia un “tortaro” (ciambella tipica di Frasso, fatta con uova, farina e
anice). Il corteo, preceduto dalla Banda, è formato di sole donne; i due uomini
che le affiancano hanno il compito di aiutarle nel cambio a poggiare il canestro
sul capo. La gente si dispone ai lati della strada e al passaggio del corteo
applaude. Il canestro viene allestito ogni anno in maniera diversa ma sempre
rispettando la tradizione antica cioè offrire a San Pietro i prodotti della
terra: frutta, grano, vino, pane e fiori. Questi prodotti vengono offerti dai
cittadini che li raccolgono nei campi o li preparano con le loro mani; nel
canestro c’è Frasso rappresentato dai prodotti della sua terra. Il canestro
è realizzato interamente a mano e questo richiede giorni di lungo e intenso
lavoro; l’elaborazione, la ricerca dei prodotti e la sua realizzazione sono un
motivo che lo rende ogni volta unico ma anche equilibrato e sicuro in modo che
sia possibile portarlo agevolmente sulla testa, nonostante il peso… Questa
tradizione è unica nel suo genere, non c’è nessun altro paese che possa
vantare un rito così bello e simbolicamente importante. (Testo
tratto dall'opuscolo della festa)
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