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Frasso sorge su un colle, in una delle zone più belle e suggestive della Sabina a quota 405 m. s.l.m., sulla sinistra del Farfa con andamento parallelo al corso del torrente. Il toponimo Frasso compare nella documentazione farfense nella prima metà del X secolo. Il Castello fu probabilmente costruito in questo periodo per iniziativa signorile; la prima notizia certa della sua esistenza risale al 1055, quando Alberto figlio di Gebbone lo donò all’Abate di Farfa Berardo I. Il Castello di Frasso rimase in possesso del monastero per poco tempo infatti già nel 1118 non risultava più sotto la sua giurisdizione. Sullo scorcio del Trecento ne erano in possesso i Brancaleoni. Nel 1441 Frasso fu occupato da Battista Savelli; Paolo e Francesca Brancaleoni, signori di Monteleone, lo donarono come dote alla loro sorella Simodea che aveva sposato Orso Cesarini. Le controversie tra Savelli e Cesarini proseguirono a lungo fino ad estinguersi grazie ad un accordo raggiunto nel 1573, anno in cui Livia Cesarini sposò Federico Sforza. La mole della rocca del castello, davvero notevole rispetto a quella dell’abitato, conserva ancora un alto bastione cilindrico con basamento a scarpa e munito di BECCATELLI nella parte terminale. La rocca e l’intera struttura dell’abitato sono state oggetto di continue modifiche che ne hanno cancellato la forma primitiva; anche la torre ha subito sorte analoga con abbattimento della parte più alta. Di notevole interesse è la Chiesa romanica trecentesca di San Pietro in Vincoli, la cui posizione elevata – rispetto al paese – consente un’ampia vista sul paesaggio della valle. (Testo tratto dall'opuscolo della festa)
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