S.BARBARA
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La Chiesa di Santa Barbara

 

A poca distanza dall’abitato, in una zona denominata Contrada Santa Barbara, sorge la chiesetta rurale di Santa Barbara dove, secondo la tradizione, la giovane venne martirizzata dal padre. La Santa subì il martirio nella zona campestre indicata nei codici antichi con una espressione generica “ad aram solis” o “in loco solis” (denominazione della costa del sole oggi denominata Santa Barbara). Il nobile Valenzano curò la sepoltura del corpo della Santa presso una fonte (sorgente di Santa Barbara) che diventò una meta di pellegrinaggio per l’acqua miracolosa. Quando l’imperatore Costantino nel 313 consentì di rendere un culto esterno ai martiri, i fedeli ornarono il sepolcro ed in seguito vi costruirono un oratorio, che si ritiene del VI secolo come testimonia ciò che rimane dell’iscrizione e della transenna. Nel secolo IX decadde dal suo primitivo splendore e nel secolo X si poteva considerare abbandonato. Eravamo al tempo dei Saraceni musulmani, che in Sabina seminavano morte e distruzione. Tra il 955 ed il 969 i reatini organizzarono una spedizione a Scandriglia e dopo varie ricerche trovarono il suo corpo. Fu sottratto ai ricercatori di corpi santi e portato al sicuro nella cattedrale di Rieti dove oggi riposa. Passata l’invasione attorno all’anno 1000 fu eretta una chiesa completamente rifatta. Nel secolo XVII fu dotata di un beneficio e di un romitorio in cui alloggiava un pio eremita per la custodia della chiesa. Nel 1927 don Eugenio Filippi parroco di Scandriglia effettuò lo studio critico sul luogo del martirio di Santa Barbara. Nel 1982 don Franco Gasbarri parroco di Scandriglia con il concorso della popolazione di Scandriglia e di Montorio Romano curò i lavori di restauro della chiesa rurale che fu inaugurata alla presenza dei fedeli dei due paesi. Negli atti del Corsini e dell’Odescalchi la chiesa è descritta tra i luoghi di culto di Montorio Romano. L’edificio sacro infatti si trova nel comune di Montorio. Su questo però c’è da dire che in passato il Comune di Scandriglia era molto più esteso di quello attuale, e comprendeva anche alcune terre dell’attuale comune di Montorio Romano. Dagli “Acta S. Visitationis Montorii Romani” del Corsini si legge: chiesa di Santa Barbara. La chiesa ubicata ai confini del territorio di Montorio, vicino a Scandriglia, ha un unico altare dedicato alla Santa titolare raffigurata su di una tela. Negli atti del Corsini è ricordato anche il ritrovamento di una statua presso la chiesa di Santa Barbara. Nei documenti dell’Odescalchi il luogo di culto viene citato come “chiesa rurale di Santa Barbara”. Santa Barbara è la patrona di Scandriglia. Ogni anno il 4 dicembre si svolge nel paese sabino una grandissima festa in suo onore. Nel 1853 la chiesa arcipretale, dotata di organo, era dedicata all'Assunta, sotto di essa vivevano 1330 persone, 74 delle quali abitavano in campagna, riunite in 274 nuclei famigliari che occupavano altrettante abitazioni. La principale protettrice era Santa Barbara, la festa patronale era invece il 15 agosto. Testo di Andrea Del Vescovo.