La Chiesa della Madonna del Buon Consiglio
GINESTRA
SABINA (aprile 2002)- Fino a pochi decenni fa, quando la popolazione di Ginestra
viveva tutta all’interno del borgo medievale, il luogo di culto dedicato alla
Madonna del Buon Consiglio era una chiesa rurale; ora invece è circondata da
abitazioni. Nella chiesa di cui parliamo e nel terreno circostante per lungo
tempo furono sepolti i morti di questo castrum della Sabina. Don Roberto infatti
racconta che quando fecero la strada davanti alla chiesa rinvennero molte ossa.
All’interno della chiesa, sul pavimento ci sono alcune pietre sepolcrali. La
tomba più vicina all’entrata era per i sacerdoti, infatti c’è scritto PRO
SACERDOTIBUS , anno 1630. La seconda tomba invece (che poteva contenere fino a
4-5 casse) era per i nobili di Ginestra. Il pavimento è fatto di mattoni rossi,
mentre il tetto è retto da capriate lignee. L’edificio religioso, restaurato
20-25 anni fa, costituisce il luogo di culto della comunità di Ginestra, perché
la parrocchiale attualmente è in restauro. Dietro all’unico altare, sulla
parete, c’è un piccolo quadro con la Madonna del Buon Consiglio (una copia
della Vergine del Sassoferrato). Sotto al quadro troviamo 2 statuine della
Madonna di Fatima. Una è stata acquistata dal parroco a Roma, mentre l’altra
proviene proprio da Fatima, e si trova dentro ad una piccola grotta di legno
fatta con una tronco d’ulivo (autore dell’opera è un abitante di Ginestra).
A sinistra dell’altare (e cioè vicino alla parete destra), c’è una statua
della Madonna Addolorata. Dietro l’altare della chiesa c’è anche la statua
di un Crocifisso. Il Donati, nel suo libretto su Ginestra (scritto nel 1983)
afferma che sull’altare c'è la seguente iscrizione: “REGINA MATER BONI CONSILII ”. Il
Donati parla anche di una data incisa sopra la porta dell’edificio religioso
(1579, anno della ricostruzione della chiesa ad opera della cittadinanza di
Ginestra). Io non ho visto ne l’iscrizione sull’altare e ne la data incisa
sopra la porta, forse perché si stava facendo buio…Negli “Acta S.
Visitationis Ginestrae” del Corsini (che visitò Ginestra il 7 aprile 1780)
sono citate 2 chiese: quella parrocchiale di San Giovanni Evangelista e la
chiesa della Madonna della Neve, che corrisponde alla chiesa di cui stiamo
parlando. Dagli atti del Corsini si legge: chiesa della Madonna della Neve,
anticamente la chiesa era una parrocchiale, ora è “vetera…ac diruta”.
Sull’unico altare è ricordata una tela della Madonna del Buon Consiglio.
Negli atti della visita dell’Odescalchi invece c’è scritto: chiesa rurale
di Santa Maria del Buon Consiglio “sebbene il quadro ch’è piuttosto
piccolo, mostri altro titolo”. Ginestra in realtà come altri centri fu
visitata da mons. Canali (suffraganeo dell’Odescalchi)
il 23 settembre 1835. In quel tempo la parrocchia che si estendeva per tutto il territorio di Ginestra aveva una
popolazione di 450 persone. Dai documenti della visita dell’Odescalchi si
legge anche che non vi è archivio parrocchiale “fisso”, “si conservano
però i libri, quali cominciano dal 1741 e non prima”. Nel 1835 il parroco del
paese era Don Francesco Santoboni di Ginestra, parroco con bolla del cardinale
Litta. Ora invece le anime di questo centro della Sabina sono curate da Don
Roberto Cortellessa. Testo e foto di Andrea Del Vescovo.