La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni
Evangelista
GINESTRA
SABINA (primavera 2003)- La parrocchiale di Ginestra è antichissima, infatti
viene ricordata spesso nei documenti farfensi. Quasi sicuramente fu costruita
insieme al borgo medievale. Come altre chiese della Sabina, nei secoli ha subito
vari rifacimenti e restauri; ha perciò perso la sua struttura originale. La
chiesa si trova appunto all’interno del castrum di Ginestra Sabina, a pochi
metri dalla bella torre quattrocentesca. Il luogo di culto è stato riaperto al
pubblico più di un anno fa dopo essere stato restaurato. Nel restauro
l’edificio religioso è stato tinteggiato ed è stato rifatto il tetto. La
chiesa è divisa in 3 navate ed il tetto è retto da capriate lignee. Nella
navata destra (rispetto all’entrata) c’è una statua di San Giovanni
Evangelista (patrono del paese) ed una di Sant’Antonio Abate. Sull’altra
navata laterale c’è una campana (prima si trovava sicuramente nel campanile,
forse tolta dallo stesso con il restauro), ed una statua di Sant’Antonio di
Padova. Oltre ai normali banchi, completano “l’arredamento” della chiesa 4
inginocchiatoi, 2 panche nelle navate laterali, 2 banchetti (posti all’entrata
della chiesa) e diversi microfoni. Nella chiesa ci sono anche 2 cassepanche (una
nella navata destra ed una in quella sinistra) e 2 confessionali (idem). Le 2
acquasantiere non sono attaccate al muro. A destra (sempre rispetto
all’entrata) dell’unico altare c’è il battistero ed il tabernacolo, a
sinistra un leggio in pietra ed un piedistallo con una statua della Madonna
Assunta. Vicino all’altare ci sono anche 2 panche, una croce ed un piccolo
pianoforte. In fondo alla chiesa (dietro all’altare) c’è una statua del
Crocifisso e tre sedie in muratura, davanti alle stesse un leggio in metallo. La
chiesa è priva di riscaldamento. L’attuale parroco Don Davino, successore di
Don Roberto, si sta impegnando per mettere i riscaldamenti e le campane
elettriche. Per scoprire come era la chiesa in passato ed avere preziose notizie
sul luogo di culto stesso, abbiamo gli atti della visita pastorale del cardinale
Andrea Corsini. Da questi documenti si legge: chiesa parrocchiale di San
Giovanni Evangelista. La costruzione della chiesa è antica e il trasferimento
del titolo di parrocchia risale al 1615. Quattro sono gli altari. In quello
maggiore San Giovanni è raffigurato insieme alla Vergine al lato della Croce .
A sinistra c’è l’altare della Madonna del Rosario, dipinta su una tela tra
San Domenico e Santa Caterina. Segue quello della Madonna del Monte Carmelo con
una pala con la Vergine tra San Francesco d’Assisi e San Felice. L’ultimo
altare ha un quadro della Madonna e di San Felice. Negli atti dell’Odescalchi
invece c’è scritto: chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista patrono
del paese. Non è consacrata. “Non vi è memoria quando e da chi sia stata
eretta”. Lo stato attuale di conservazione è buono. Ha tre altari: l’altare
maggiore è privilegiato e dedicato a San Giovanni Evangelista. L’altare della
Madonna del Carmine che “si pretende” di jus patronato della famiglia di
Giuseppe de Santis. Altare della Madonna del Rosario. Tutti gli altari sono
privi di dote e per il loro mantenimento deve provvedere la comunità. La chiesa
ha due navate. Nella navata grande c’è posto il quadro di Cristo Crocifisso,
la Addolorata, San Giovanni Evangelista, la Maddalena e San Felice da Cantalice.
Nella lunetta la Madonna, Sant’Antonio Abate, San Domenico “ma la pittura è
in stato pessimo”. C’è il campanile con quattro campane: due nuove, la
prima è benedetta; le altre due antiche sono piccolissime. Testo e foto di
Andrea Del Vescovo.