PARROCCHIALE
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La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

 

SCANDRIGLIA (8 dicembre 2001) - La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si trova all’interno del centro storico. Fu eretta sul finire del sec. X come rivela un epigrafe trovata nel 1345 quando fu restaurata a spese della popolazione. Nell’epigrafe c’era scritto: TYTUS SCAPTYNUS ET CLIMENUS MUS QUOD JOAN. NES ABBAS TOTA CUM CONGREGATIE FECIT DEVOTUS. Secondo me invece la parrocchiale di Scandriglia fu eretta quando costruirono anche il borgo medievale, e dunque anche un secolo prima della fine del X secolo. Il 4 settembre 1751 il Cardinale Raniero Delci, vescovo di Sabina, dopo radicali restauri iniziati nel 1750 consacrò ex novo la parrocchiale di Scandriglia. Essa assunse la planimetria attuale mentre sotto l’altare maggiore si prendeva in custodia il corpo santo di Acilia, fanciulla romana proveniente dai primi cimiteri cristiani. La parrocchiale è di chiara impronta settecentesca, in uno stile fra il tardo barocco ed il neoclassico. L’interno è a navata unica, con 6 cappelle laterali, 3 per parete. Nella prima cappella della parete destra c’è la statua di un Crocifisso; nelle pareti della cappella ci sono 2 nicchie. Nella nicchia della parete destra (a sinistra rispetto al Crocifisso) c’è una statua di San Vincenzo Ferrer, donata dalla famiglia Schifani nel 1969. Sotto alla statua c’è una lapide datata “Scandriglia 1969” con un elenco di nomi, tra cui D.G. CASETTA parroco. Nella nicchia della parete sinistra c’è una statua dell’Addolorata. Sotto una lapide delle “famiglie benemerite della chiesa in suffragio dei defunti”. Nella cappella c’è anche un confessionale. Nella seconda cappella della parete destra c’è un altare con una tela seicentesca di scuola bolognese della metà del seicento rappresentante la Madonna in trono col Bambino e Santi. Sulla parete destra della cappella (a sinistra rispetto alla tela) c’è una nicchia con la statua dell’Assunta, nella nicchia della parete sinistra c’è una statua di Santa Rita. Nella terza cappella della parete destra c’è un altare con una nicchia, e dentro ad essa una statua di Santa Barbara. Nella cappella in oggetto c’è anche un organo. Nelle pareti della cappella di Santa Barbara ci sono 2 quadri dipinti da A. Piermatteo nel 1946. L’opera sulla parete destra raffigura il Tribunale di Roma che giudica e condanna Santa Barbara, mentre sulla parete sinistra c’è un quadro con l’esecuzione di Santa Barbara da parte del padre. Sul soffitto della cappella di cui stiamo parlando c’è un affresco con Santa Barbara in gloria. Nella prima cappella della parete sinistra c’è una buona tela della seconda metà del seicento rappresentante il Battesimo di Gesù. Nella seconda cappella della parete sinistra c’è un altare con un mosaico a maioliche con l’immagine di Santa Lucia Filippini. Nel mosaico è stato riprodotto il “Santa Lucia Filippini nella gloria” del Bernini. Nell’altare si legge VENI SPONSA CHRISTI. Nella parte superiore dell’altare c’è un dipinto con lo stemma delle suore filippine, e cioè del Pontifico Istituto Santa Lucia Filippini. Nella terza cappella della parete sinistra c’è un altare con una  tela raffigurante la Madonna col Bambino. Sopra all’altare c’è un quadro circolare con cornice in legno del Sacro Cuore. Vicino all’entrata principale, sulle pareti destra e sinistra, prima delle cappelle, ci sono 2 nicchie. Nella nicchia della parete destra c’è una statua di Santa Lucia, dono di Moscatelli Lino e Sciò Angelo. Nella nicchia si legge SANTA LUCIA PREGA PER NOI. Nei pressi di questa nicchia c’è anche una piccola scaletta circolare in metallo, che porta alla cantoria. La cantoria ha un bellissimo parapetto in legno ed un magnifico organo rivestito in legno. Nella nicchia a sinistra invece c’è un piccolo altare con sopra una statua di San Antonio da Padova. La nicchia reca la scritta ORA PRO NOBIS BEATE ANTONI. Subito dopo le cappelle, sulle pareti destra e sinistra troviamo 2 porte. Sopra alla porta della parete sinistra c’è una nicchia con la statua di San Antonio Abate, mentre sopra la porta della parete destra (situata di fronte all’altra) c’è una nicchia con la statua di San Rocco. Sull’altare maggiore c’è una nicchia con dentro una statua lignea policroma del primo cinquecento rappresentante la Vergine col Bambino. Vicino all’altare maggiore troviamo sulla destra il battistero in pietra, mentre sulla sinistra un leggio sempre di pietra. Nella “zona” dell’altare maggiore c’è anche un crocifisso. Ai lati dell’altare maggiore ci sono 2 porte. La porta a sinistra è l’ingresso alla sagrestia. Sopra alle 2 porte ci sono 2 grandi nicchie con balaustra in pietra. Nei pressi dell’altare maggiore, sulla destra, troviamo una lapide. In essa c’è scritto: “prega per noi dal cielo”. E sotto: “all’amato loro CURZIO che a vaghe delicate forme un’anima giungeva generosa al misero all’oppresso pronto sempre all’oblio delle offese che gli agj sprezzando mestieri per ben tre lustri le ardue calcava vestigie di marte da lento consunto inesorabil morbo da lui sofferto con calma tranquilla dagli amici da tutti compianto nell’amplesso morìa e bacio di Cristo fra gli auspicj della Vergine Madre nel di 27 Novembre 1870 gli inconsolandi genitori Giuseppe e Barbara Palmieri vis. anni 36 mesi 10 e giorni 7 P.P.S.Z”. Sulla sinistra, sempre nei pressi dell’altare maggiore c’è un'altra lapide, con scritto: “Giuseppe Palmieri nato il 21 Luglio 1805 e Barbara Degregori concordi nella virtù per cinquant’anni e due mesi nella vita congiunti e nelle gioie della famiglia che coll’esempio e colla solerzia educarono per quattro mesi soltanto furono divisi che la sposa affettuosa morta di anni 66 m 5 il diletto sposo in cielo raggiunse lasciando ambedue desiderio né poveri riconoscenti. Attilio e Attico figli dolentissimi questa memoria lacrimando posero”. In alto nella lapide ci sono 2 dipinti con il volto dei due coniugi. I Palmieri erano i signori di Scandriglia. Sopra a ciascuna cappella della chiesa (attaccati alla parete), ci sono degli stemmi. Nel primo altare della parete sinistra c’è lo stemma di una torre, simbolo di Scandriglia. Una torre in miniatura si trova anche all’interno della nicchia con la statua di Santa Barbara. Sopra alla seconda cappella della parete sinistra c’è uno stemma pontificio, forse poiché l’altare è di interesse pontificio. Nella terza cappella della parete sinistra c’è uno stemma della Natività con raffigurata una stella ed una culla. Forse in origine dentro la cappella c’era l’altare della Natività. Nel primo altare della parete destra c’è lo stemma del Sacro Cuore con spine, forse in origine li si trovava l’altare dedicato alla Riconciliazione. Sopra alla Cappella dedicata alla Madonna invece (la seconda della parete destra) c’è uno stemma con lo Spirito Santo. Sopra la terza cappella della parete destra c’è uno stemma che raffigura l’Eucaristia, forse una ex Cappella del Santissimo. Il parroco di Scandriglia è Don Franco, l’archivio parrocchiale conserva diversi registri che partono dal 1571. Per capire che aspetto aveva la chiesa sul finire del 1700, abbiamo gli atti della visita pastorale del Cardinale Andrea Corsini nella Diocesi Sabina (1779-82). Dagli “Acta S.Visitationis Scandriliae” si legge: chiesa parrocchiale dell’Assunta. La chiesa, di antica fondazione è stata restaurata recentemente nel 1745. Questi i soggetti delle tele che decorano i sette altari: una Assunta, una Madonna del Rosario tra Santa Caterina e San Domenico, una Madonna tra San Giuseppe e San Nicola, Sant’Agostino e Santa Monica, una Pietà, un San Vincenzo Ferrer, un Battesimo di Cristo. L’organo della chiesa è stato fatto da “Corrado Verlè detto il Tedesco originario di San Pietro”. I documenti della visita pastorale del Cardinale Odescalchi nella Diocesi Sabina (1833-36) invece ci descrivono l’aspetto della chiesa nei primi decenni dell’800. Dagli atti si legge: chiesa parrocchiale dell’Assunta e San Nicola da Bari. Si cominciò la fabbrica nell’anno 877 da Giovanni farfense sotto il pontificato di Giovanni VIII regnando l’imperatore Carlo IIII; e consacrata li 14 Settembre 1751  dal cardinal Raniero. Ha sette altari: altare maggiore dedicato all’Assunta e San Nicola da Bari, altare del Rosario, di Sant’Agostino e Santa Monica di jus patronato della famiglia Palmieri, del Crocifisso di jus patronato di Gabriele Vincentini, di San Giovanni Battista di jus patronato della famiglia Ciardafelli e l’altare di San Giuseppe e della Madonna della Neve di jus patronato della famiglia Cenotti. Il campanile della chiesa di Scandriglia è ricavato da un antica torre di guardia. Testo e foto di Andrea Del Vescovo.