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La chiesa parrocchiale della SS. Annunziata
POGGIO NATIVO (ottobre 2001) –
Sul portale della chiesa c’è la seguente iscrizione: DIVA E MARIAE VIRGINIA
ANNUNTIATAE SACRUM. Sull’arco della lunetta c’è raffigurata una pecora.
Nella parte alta della facciata, sopra al rosone, c’è un cerchio. Forse in
quel punto un tempo c’era un orologio. All’interno, sopra al primo altare
della parete sinistra c’è una statua lignea di San Silvestro. La statua non
stà dentro ad una nicchia come le altre, ma appunto sopra all’altare stesso.
La statua prima si trovava nell’altra parrocchiale di San Silvestro,
seriamente danneggiata dal terremoto del 1915. Subito dopo c’è un altare con
una tela raffigurante l’ultima Cena. Nel terzo altare della parete sinistra
c’è una statua della Madonna Assunta. Sul paliotto dell’altare in questione
c’è un intarsio con marmi di vari colori, c’è disegnata una croce. Su
questo altare, come in altri, c’è uno stemma, sicuramente di una delle
famiglie nobili che ebbero in feudo Poggio Nativo nei secoli scorsi. Sulla
parete destra ci sono altri 3 altari. Nel primo c’è una bella statua di San
Michele Arcangelo. Successivamente troviamo l’altare con una statua di
Sant’Antonio da Padova. Tra questi 2 altari c’è un confessionale. Un altro
confessionale si trova nella parte opposta, sulla parete sinistra, tra
l’altare di San Silvestro e la tela dell’ultima Cena. Nel terzo altare della
parete destra c’è una statua del Sacro Cuore di Gesù. Sopra all’altare in
oggetto c’è un bellissimo quadro circolare con cornice in legno raffigurante
la Madonna dell’Addolorata. Prima degli altari, sulle pareti destra e sinistra
ci sono 2 nicchie con 2 statue di Santi. Vicino all’altare di San Silvestro
c’è una statua di San Antonio Abate, mentre sulla parete sinistra c’è una
statua di Santa Rita, donata da Anna Savioli Franceschi il 22 Maggio 1961. A
sinistra, vicino all’entrata (in pratica sulla stessa parete della porta della
chiesa) possiamo notare il battistero ed un piccolo affresco di Gesù Cristo.
Sopra il battistero c’è una lapide con scritto: DOM FAUENTE COMM. DOCTORE
GUSTAVO CREMISINI REGIO POTESTATE SUMPTUBUS COMMUNITATIS CONFRA SS. SACRAMENTI
PODII DONADEI EXCELIMI DNI CARD. DONATI SBARRETTI SABINORUM ET MANDELAE EPISCOPI
P.ATHANASIUS PECCI PAROCHUS HOC TEMPLUM SS. ANNUNTIATAE ANNO MCMXXXI
RESTAURANDUM CURAVIT. Sulla parete destra c’è un'altra lapide con scritto:
Margherita Antonelli giovane sedicenne amore e delizia dei genitori Antonelli
Luigi e Colantoni Mariassunta. Fiore di virtù e di bontà educata alla scuola
di pietà cristiana di ottimi studi fornita consunta da lento malore che da 8
mesi la tormentava e di XVI Maggio MDCCCLXXIV fra le ansie (?) e le lagrime de
suoi cari rese l’anima candida al suo creatore Antonelli Alberico di Lei
fratello nel di XXX Giugno MDCCCXCIII questo affettuoso ricordo poneva. Per
completare il discorso delle lapidi, possiamo dire che una stà anche ai lati
dell’altare dell’ultima Cena. In essa c’è scritto: appena settenne
Nazzareno Colantoni abbandonava la terra per volere del cielo il XIII Agosto
MDCCCLXX i genitori i parenti piangendo posero questa memoria. Sull’altare maggiore c’è una tela con l’Arcangelo
Gabriele che appare alla Madonna, in pratica l’Annunciazione. A sinistra
dell’altare maggiore c’è un quadro (recente) della Madonna con Bambino ed
una tastiera; a destra dell’altare principale invece c’è una tela antica ma
in cattive condizioni che raffigura l’uccisione di San Giovanni Battista.
Dietro l’altare maggiore ci sono 2 belle finestre rettangolari con vetro
giallo. Vicino all’altare maggiore, in fondo alla chiesa, possiamo notare
sulla sinistra un Crocifisso, sulla destra la macchina (ovviamente con la
statua) di San Michele Arcangelo (patrono del paese). Tutti gli altari della
chiesa sono contornati da 2 colonne laterali. Il parroco di Poggio Nativo è
attualmente Don Luis Escalante, originario dell’Argentina. Nell’archivio
parrocchiale i testi più antichi risalgono al 1800. La chiesa è menzionata negli atti della visita pastorale del Cardinale Andrea
Corsini nella diocesi Sabina (1779-1782).Dagli “acta visitationis diocesis
sabinensis” si legge: chiesa dell’Annunciazione. L’altar maggiore, in
stucco, ha una tela che raffigura l’Annunciazione. Sulla testa della Madonna
è stata collocata, per devozione, una corona d’argento. Il secondo altare
dedicato all’Assunta o a San Michele ha una tela con San Michele, Santa
Margherita, San Giuseppe e Gesù Bambino, mentre “in cacumine altaris
collocato anaglypho marmorato Assumptionis”. Il terzo, dell’Ultima Cena, ha
una tela con analogo soggetto. Il quarto consacrato al Salvatore ha una
“tabulis ligneis depicta” con il Cristo, San Nicola e San Biagio già
esistente nel 1572 e una tela con San Andrea d’Avellino ed una con San Gaetano
di Thiene fatta fare per mano di Pietro Paolo Ceccarelli. Mentre il quinto è
dedicato a San Filippo Neri, il sesto è del Rosario e ha un altare con colonne
in stucco e una tela raffigurante la Vergine, San Domenico, San Carlo Borromeo,
Santa Monica e, tutt’intorno, i quindici misteri. La compagnia del Rosario
possiede inoltre, nella stessa cappella, un ovato con Vincenzo Ferrer.
L’ultimo altare, dedicato alla Trinità ha una tela opera di “perito pictore”.
Esiste nella torre campanaria una campana del 1555. La chiesa è menzionata
anche negli atti della visita pastorale del Cardinale Odescalchi nella diocesi
Sabina (1833-36). Dagli atti della visita si legge: chiesa della SS. Annunziata,
anche essa chiesa parrocchiale, ma non si sa quando e da chi sia stata costruita
per mancanza di documenti. E’ di jus patronato del principe Borghese, che ne
conserva la nomina. Ha sette altari: l’altare maggiore della SS. Annunziata,
di San Filippo di jus patronato di Angelo Evangelisti, del Rosario amministrato
da Domenico Fioroni, della SS. Trinità di jus patronato del cavalier Giovanni
Sassi, di San Michele Arcangelo, di Santa Margherita e dell’Assunta di jus
patronato del comune attualmente amministrato da Domenico Fioroni, del SS.
Sacramento di jus patronato della omonima compagnia e l’altare di San Biagio
di jus patronato della famiglia Angeloni. TESTO E FOTO DI ANDREA DEL VESCOVO
N.B. : La chiesa è stata poi restaurata nel 2003 |