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La chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire
MONTORIO
IN VALLE (24 ottobre 2001) – La parrocchiale è dedicata a Santo Stefano
Protomartire. La sua edificazione è anteriore all’anno 1000. Fu costruita da
tutta la popolazione. Gli abitanti di Montorio vi lavorarono duramente anni ed
anni per tirare su le mura, larghe fino ad un metro, fatte con sassi della
montagna e spugne dei luoghi vicini. Nei muri ci sono pezzi di montagna
(spuntoni di roccia viva) non perfettamente inseriti nella costruzione (uno si
trova sulla parete sinistra). Il lavoro avveniva sotto la direzione dei monaci
della vicina Abbazia di Santa Maria del Piano. Le famiglie di
Montorio al tempo della costruzione della chiesa avevano dei terreni
affidati loro dai Monaci di Santa Maria, per coltivarli; in cambio dei frutti
della terra qualcuno della famiglia metteva a disposizione le sue braccia per
costruire l’edificio religioso. La chiesa ha un bel portale in travertino, con
lunetta. Dentro la lunetta c’è un rilievo del Cristo, fatto un paio di anni
fa. Sul portale c’è una scritta in latino, fatta mettere li dall’architetto
della chiesa, appunto un benedettino di Santa Maria del Piano. La scritta è presa dal
libro dei Salmi e tradotta in italiano “esclama”: “il poco del giusto è cosa migliore dell’abbondanza
dell’empio”. Un tempo questo portale (e dunque l’entrata principale del
luogo di culto) stava sulla parete destra della chiesa e vi si accedeva tramite
delle scale. Il portale è stato spostato da Don Ferdinando subito dopo il
secondo conflitto mondiale, per esigenze di mobilità urbana. Le scale sono
state eliminate per far posto ad una strada ed il portale è stato messo dove è
ora. La chiesa ha tre altari, due laterali più quello maggiore. Sulla parete
sinistra, appena entrati, c’è una nicchia rettangolare con dentro il
battistero. Subito dopo il battistero c’è un quadro (recente) di San Michele.
Proseguendo ancora sulla parete sinistra c’è prima una tela raffigurante la
Madonna del Rosario (restaurata nel 1987 da Romiti Marzio), poi l’altare con
una bella tela di Santa Agnese. Sopra a questo altare ci sono anche 2 statue,
una dell’Addolorata ed una del Cristo Morto. Proseguendo sulla parete sinistra
c’è lo stendardo di San Michele, che si porta in processione (con banda
musicale) la prima domenica di settembre. Il Santo si onora anche la prima
domenica di maggio, con un pellegrinaggio, una messa (ed una scampagnata) alla
grotta di San Michele, situata fuori paese. Sulla parete destra invece c’è
una nicchia rettangolare con dentro un termosifone, che un tempo era appunto
l’entrata principale della chiesa. Subito dopo troviamo l’altare (contornato
da 2 belle colonne) con un affresco del
Manenti (del 1636 circa) raffigurante la Madonna del Rosario. Le colonne
dell’altare furono costruite nel 1781 circa quando fu creata la confraternita
religiosa del Rosario. Fino a 10-15 anni fa l’affresco non era visibile, poiché
sopra c’era la tela della Madonna del Rosario (quella restaurata nel 1987) che
oggi si trova sulla parete sinistra. A destra ed a sinistra dell’altare in
questione ci sono due affreschi che rappresentano le due virtù, a sinistra la
carità ed a destra la religione. Questi affreschi si trovano sulla parete
mentre quello della Madonna del Rosario dentro una nicchia, sull’altare.
Dunque è ipotizzabile che per far posto all’altare siano stati eliminati
altri affreschi. Dopo l’altare, sempre sulla parete destra ci sono altri
affreschi, coperti da stucco bianco usato per disinfettare la chiesa nel ‘600,
quando c’era la peste. In uno degli affreschi si legge la data (1581) e si
riconosce la figura di Sant’Erasmo, venerato a Montorio in Valle. Ai lati
dell’altare maggiore ci sono 2 statue, vicino alla parete sinistra quella
della Madonna del Rosario, mentre sulla destra la macchina di San Michele
Arcangelo. L’altare maggiore, contornato da due belle colonne si trova
all’interno dell’abside semicircolare, ricavato dal torrione di un ex
castello. All’esterno dell’abside infatti si notano diverse feritoie. Si
accede all’altare maggiore dopo aver superato uno scalino ed una bella
balaustra in travertino. Dietro all’altare in questione c'è una tela rappresentante
il martirio di Santo Stefano Protomartire. Sulla parete
destra, a destra dell’altare della Madonna del Rosario c’è un affresco di
Santa Eurosia, anch’essa venerata a Montorio. Della Santa è visibile solo la
faccia ed il busto, il resto dell’affresco è stato irrimediabilmente
distrutto poiché sopra ad esso vi era installata l’acquasantiera, quando
l’entrata principale era la nicchia vicino all’affresco stesso. Sopra
all’entrata della chiesa c’è una cantoria in legno: sulla volta sopra la
cantoria c’è un affresco molto danneggiato di Santo Stefano. Una grande foto
di questo affresco si trova ai nostri giorni sopra la nicchia del battistero.
Probabilmente il luogo della cantoria e dell’entrata principale
in origine era una cappella. Sopra al soffitto della chiesa vi è un
ampio salone, detto delle feste, dello stesso perimetro della chiesa. Questo
salone, che il parroco vuole ristrutturare come sala riunioni ha un bel tetto
con capriate lignee. Nella sala c’è anche una statua in gesso di San Michele
e vari oggetti religiosi, come alcuni cuori in metallo che testimonino grazie
ricevute. Il parroco di Montorio in Valle è Don Ermanno Rasero, originario del
comasco, che cura anche le anime di Turania. Nel suo archivio parrocchiale non
ci sono libri molto antichi (intendendo per antichi libri del 1500 o del 600).
All’esterno sulle mura della chiesa di Santo Stefano c‘è anche una lapide
con sopra scritto: “SUNTIBUS SANTI ROSARI AD 1781”. Per capire come era la
chiesa negli ultimi decenni del ‘700, abbiamo gli atti della visita pastorale
del Cardinale Andrea Corsini nella diocesi Sabina (1779-1782). Dagli “Acta
Visitationis Diocsis Sabinensis” si legge: chiesa parrocchiale di Santo
Stefano. La chiesa è di antichissima struttura. Sulla parete dell’altar
maggiore si vedono affreschi, assai deperiti a causa dell’umidità,
riproducenti le immagini di Santo Stefano, San Sebastiano e San Francesco
d’Assisi. Viene menzionata anche una scultura in legno. Il secondo altare
mostra un affresco della Madonna del Rosario, il terzo, dedicato a Santa Agnese,
ha una tela della Santa insieme a Santa Agata che è un “quadro poco buono”.
Il Corsini visitò Montorio il 7 novembre 1781, era la sera di un giorno piovoso
e tutta la popolazione si recò in chiesa per accoglierlo. Il Cardinale ordinò
di costruire una nuova sacrestia, un nuovo altare, di rinnovare il battistero,
di tagliare alcune querce del castagneto per nuovi armadi per gli arredi sacri.
Ordinò inoltre di cambiare i parametri, di rimettere in ordine l'abitazione
parrocchiale e di rifare il letto della chiesa perché ci pioveva. Il parroco di
Montorio a quel tempo era l’arciprete Domenico Santoboni, nativo di Poggio
Moiano. Gli atti della visita pastorale in Sabina del Cardinale Odescalchi
(1833-36) invece ci spiegano come era la chiesa di Montorio nei primi decenni
dell’800. Il paese fu raggiunto dal Mons. Canali (“suffraganeo” dell’Odescalchi)
il 29 Settembre 1835. Alla voce stato materiale delle chiese si legge: chiesa
parrocchiale di Santo Stefano Protomartire. "Si può supporre essere stata eretta
dalla famiglia Orsini, stante l’iscrizione sù la porta della chiesa". Non
risulta che sia stata consacrata. Ha tre altari: l’altare maggiore del SS.
Sacramento che ha una rendita di scudi undici all’anno. Nell’abside vi sono
i quadri di S. Stefano, della Concezione della Madonna e S. Rocco, della
Madonna Addolorata, di S. Eurosia martire. Altare della Madonna del Rosario
con una rendita annua di scudi venticinque. Vi è un quadro della Madonna del
Rosario con S. Domenico e attorno
i quindici misteri del rosario. Sull’altare una statua lignea “verniciata”
della Madonna del Rosario con Bambino. Altare di S. Agnese con una rendita
annuale di scudi quindici. Richiama la chiesa rurale di S. Agnese ormai
distrutta. Vi è il quadro della santa, ma ridotto in pessimo stato. La chiesa
ha il campanile con 2 campane. Una alta due palmi e mezzo con la iscrizione
“Ave Maria gratia plena” con impressa l’immagine di S. Stefano e della
Madonna. E’ datata 1524. “Il peso è di 18 decine e mezzo il battocco di
sette libre”. L’altra campana è alta un palmo e mezzo “senza iscrizzione,
e senza memoria da chi sia stata benedetta”. Queste campane si trovano ancora
oggi nel campanile della parrocchiale. TESTO E
FOTO DI ANDREA DEL VESCOVO |