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La chiesa di San Rocco
POGGIO
NATIVO (settembre 2002) - La chiesa di San Rocco si trova in fondo al borgo
medievale di Poggio Nativo, in una località chiamata lazzaretto. Questo posto
nei secoli passati serviva per isolare gli appestati. La via è infatti chiusa
da due archi (uno si trova proprio vicino alla chiesa); ogni arco aveva un
portone che veniva chiuso per impedire che gli appestati fuggissero e
contagiassero altra gente. A sinistra della chiesa c’è un palazzo, che in
tempi antichi era l’ospedale degli appestati. Nel muro di questa costruzione
infatti c’è una lapide con scritto: OSPITIVM SOCIETATIS S.S. SACRAMENTI PODII
NATIVI. Sopra alla scritta c’è il disegno di un calice con un’ostia.
Nell’ostia c’è scritto IHS. Dietro alla chiesa (anziani la ricordano)
c’era una botola dove venivano buttati gli aborti, i feti degli appestati.
Nella facciata della chiesa di San Rocco c’è una lapide con scritto
SOCIETAS SS. SACRAMENTI PODII NATIVI TEMPLVM HOC EXSTRVXIT ET RESTAVRAVIT ANNO D
MDCCXIII. Anche qui nella parte in alto della lapide (prima della scritta) c’è
il disegno di un calice con un’ostia (nell’ostia stessa c’è scritto IHS).
La chiesa è del 1372. L’uomo che ha restaurato la chiesa racconta che ha
letto questa data (in numeri romani) all’interno del luogo di culto, durante
il restauro. Sulla facciata c’è anche una targhetta con scritto “restaurata
dalla pro-loco di Poggio Nativo anno 2002”. In realtà la chiesa è stata
restaurata dalla persona sopra menzionata. Il portone della chiesa è originale,
la chiave di grosse dimensioni del portone stesso invece è stata rubata. Anche
la campana della chiesa è originale (hanno provato a rubarla). Secondo persone
che abitano vicino all’edificio religioso, la chiesa ha una tela che raffigura
San Rocco, un cane ed anche Gesù; sulla destra c’è una bella ed antica
acquasantiera in pietra, nel soffitto c’è disegnata una colomba ed un
cerchio, un angelo è disegnato nella parete destra, un altro in quella
sinistra. Si racconta che nessuno volle avvicinarsi a San Rocco quando aveva la
peste, l’unico che lo fece fu un cane. Infatti i cani possono entrare nella
chiesa di cui stiamo parlando. La chiesa è menzionata negli atti del Corsini.
Dagli “Acta” possiamo leggere: chiesa di San Rocco. La chiesa, che ha subito
due restauri (il primo nel 1688 ad opera di Francesco Maria Brunetti, il secondo
nel 1713) è coperta a volta, con un unico altare in stucco su cui è collocata
una tela della Madonna tra i Santi Rocco e Sebastiano. Il quadro misura 21 palmi
di lunghezza e 14 di larghezza. La chiesa è citata anche negli atti dell’Odescalchi
come “chiesa rurale di San Rocco”. Il 16 agosto del 2002 la banda musicale
Don Antonio Santini di Poggio Moiano ha partecipato ai festeggiamenti in onore
di San Rocco. Il complesso musicale ha atteso l’arrivo del Vescovo nella
piazza del paese, e lo ha accompagnato fino alla parrocchiale dell’Annunziata.
Il Vescovo è entrato, probabilmente per pronunciare un’omelia. Quando è
uscito la banda lo ha accompagnato fino al luogo di culto dedicato a San Rocco.
In questo giorno la chiesa è stata inaugurata dopo il restauro. Il Vescovo ha
celebrato la messa fuori all’edificio religioso. TESTO E FOTO DI ANDREA DEL
VESCOVO
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